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"Alessio, ma... No!" di Alessio Bertolini

"Alessio, ma... No!" di Alessio Bertolini

No!
Il “No!” è la mia parola, il mio punto su cui far leva a tutto ciò che mi circonda. 
Sono contrario a tutto quel che mi si presenta davanti. Dubito di quel che leggo, ascolto e vivo. 
Che tu sia mio fratello, il mio amico più caro o il mio rivale, non ci sarà alcuna differenza perché il trattamento che ti riserverò sarà sempre lo stesso: contrariarti.
Rifiuterò e al tempo stesso accetterò ciò che troverò: mi parlerai di odio e io di amore, quindi mi racconterai dell’amore e io dell’odio.Non troveremo mai un punto di incontro. Io devo disconoscerti, leggere i tuoi libri e stracciarli! Oppormi, rinnegarti come amico, sputare sulle tue parole e dirne tutto il contrario.
Sono giovane necessito di agire come un demone, uno spirito errante anche difronte alle cose che ritengo più vere e importanti: rinnego te e rinnego me, rinnego qualsiasi cosa fuoriesca dalla tua bocca amico mio caro.
Si esatto, negherò persino me stesso contraddicendomi certo, guai se non lo facessi!
Nel tempo di adesso nel quale tutti parlano, tutti raccontano, tutti spiegano, io mi sento tremendamente violato dalla furiosa circolazione di queste voci e dalle loro informazioni, giuste o sbagliate che siano. Perché come onde di un mare in burrasca mi travolgono e mi sbattono ovunque ed io ho a malapena la possibilità di prendere fiato tanta è la velocità e la violenza usata su di me. Non mi accontento di sopravvivere prendendo un po' d’aria tra un’ondata e l’altra, io ambisco a tutt’altro: l’autenticità del mio pensiero, ed è per questo che dirò “No!” a tutto e a tutti per porre distanza alle parole degli altri.
Il mio “No!” sarà un simbolo, uno stendardo da sventolare in ogni occasione, un segnale per far capire e ricordarmi che voglio fare e/o dire l’esatto opposto, anche nel caso io mi possa trovare in accordo con la persona che ho davanti, poco importa poiché questo mi permetterà di analizzare la sensatezza di una cosa apprezzandone pure il valore opposto mettendomi nei panni di un possibile avversario, sviluppando così una duplice opinione: concorde e contraria.
Solo così potrò sperare di vivere un’esistenza sprecata all’esperienza di fare tutto il contrario, per avere una minima possibilità di controllo della mia volontà.

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