"Dal Jobs Act al Blow Job della Politica" di Federico Bellini

"Dal Jobs Act al Blow Job della Politica"
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Questo articolo è vietato ai minori di 18 anni e da tutti coloro che sono sensibili e soffrono di disturbi cardiopatici. Detto questo (e poi non mi dite che non vi ho avvisati), passiamo a parlare di cose serie, molto serie. Moltissime persone mi imputano di non parlare mai dell’attuale situazione politica, soprattutto italiana, sovente rispondo che non ci sia molto da dire… o forse si?
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Cosa ne penso del “Sistema Politico”? Recentemente ho scritto un libro “Schiavi della Matrix” (edito dalla mia casa editrice, la Risveglio Edizioni) dove vado a smascherare i vari “Sistemi” di controllo che manipolano il nostro mondo. Ebbene, uno dei suoi capitoli, che si intitola “Liberarsi, ma come?” è una lunga disquisizione sul concetto di Liberà, in quanto inizia subito con una forte accusa, dal momento che sostengo che non c’è nessuno all’esterno che con qualsiasi tecnica, metodo, religione o filosofia, specie politica, sia in grado di liberarci. Se continueremo a delegare o a mettere qualcuno a fare un lavoro al posto nostro, cosa che in politica facciamo costantemente, non otterremo mai alcuna libertà dal momento che non faremo altro che cambiare un padrone, aggrappandoci semplicemente alla sottana di qualcun altro non appena il suo ruolo si sarà concluso. Dobbiamo, quindi, assumerci la responsabilità di essere parte integrante di questo “Sistema”, di esserne schiavi, pedine e agenti, consapevoli o meno, perché finché daremo la colpa all’altro, al “nemico” di turno da combattere, creeremo soltanto una nuova morale alla quale non faremo altro che legarci karmicamente con un doppio filo. 
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Arrivati a questo punto, volete che vi parli del PD, Partito Democratico e che di democratico ha solo un’etichetta, dato che ha convinto con metodi di propaganda, e che nemmeno un Joseph Goebbels si sarebbe mai immaginato di attuare, quasi due milioni di piddidioti a pagare € 2 il loro stesso partito il 30 aprile, per votare tre candidati (sempre loro, ovviamente) e auto-referenziare un ex-premier con un quasi plebiscito, degno di una finta democrazia dittatoriale sud-americana, a diventare un “caro leader” indiscusso? Volete che vi parli di Forza Italia, che a forza di arrancare su concetti di centro e di destra, degni della Prima Repubblica, non ha trovato altro che rinnovarsi facendo fotografare il loro “caro leader” con degli agnellini innocenti prima delle feste pasquali, accostando un certo essere vegetariani, guarda caso, tanto caro anche ad un certo Adolf Hitler (anche se con il suo parrucchino, sembra più un Mao Zedong?) Volete che vi parli del Movimento 5 Stelle, che aveva iniziato su una strada abbastanza buona ma è finito per ammanicarsi così bene in quel baraccone politico romano da diventare esattamente uguale a tutti quei burattini della vecchia politica, fatta di giacche e cravatte, frasi fatte, ripetute sino allo sfinimento con metodi simili ad alcune repubbliche dell’est? Volete che vi parli di quei partiti comunisti, che di comunismo hanno solo il nome, dato che l’originaria filosofia è rimasta solo sui loro libri di scuola? O volete che vi parli anche di quello strano partito del Nord, la Lega, che invece di legare ed unire, divide, e che un tempo, con uno slogan che fece epoca del loro vecchio “caro leader” (ladrone pure lui, come Roma Ladrona!), tormentò così tanto gli Italiani? Si, perché i politici, ricordatevelo, ce “l’hanno sempre duro”, e voi dovrete sempre inginocchiarvi, davanti a loro, per succhiarglielo!
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Così funziona il “Sistema Politico”, perché loro offrono (il loro pisello), voi vi prosternate, gli fate un servizietto, non ne ricevete niente, anzi, pure vi affaticate, e alla fine vi beccate persino il loro schizzo in faccia, così, spudoratamente e senza nemmeno un grazie!
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Sapete, nelle scuole si insegna dell’importanza delle antiche repubbliche marinare nel periodo medioevale: Pisa, Genova, Venezia e Amalfi. Nel mio caso, essendo pisano, ad un certo punto mi sono reso conto di come i miei antichi avi (ma potevano essere i fiorentini, i lucchesi o i senesi), quando avevano qualcuno al potere e non era più di gradimento al popolo, questa figura veniva tolta dal suo posto, anche con delle vere e proprie rivoluzioni. La città intera si rivoltava contro di loro e mandavano a casa questi signori che avevano abusato del potere, concessogli da quello stesso popolo. Noi, oggi, invece, continuiamo a metterci sempre i soliti da decenni. E perché accade questo? All’epoca la società era comunitaria, era unita, non era frammentata, c’era un forte senso di appartenenza tra i residenti, da qui l’epoca dei “Comuni”, vere e proprie “Comunità” unite all’interno delle mura difensive. La città, il bene comune, era vissuto totalmente, ogni singolo individuo faceva parte di una grande famiglia, al giorno d’oggi, invece, dove viviamo in modo pressoché solitario, e dove ognuno pensa al suo orticello, la sua casa, la sua vita, il suo lavoro, non riusciamo più a comunicare e a coalizzarci con gli altri. E seppure abbiamo comunque un senso di appartenenza, perché ci consideriamo italiani, chi pisani, romani, milanesi, chi toscani, lombardi o siciliani, o ancor più europei (o peggio ancora Social), alla fine, ci rendiamo conto che ci affibbiamo solo dei nomi, delle etichette, un’identificazione a discapito di un rapporto a livello umano che anticamente, invece, era così forte e tangibile.
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C’è divisione e questa divisione soffoca qualsiasi tentativo di rivoluzione!
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Le rivoluzioni, se andremo avanti di questo passo, non ci saranno più, saranno destinate a scomparire e a rimanere una vaga memoria del nostro passato, un lontano eco di ciò che siamo stati. Oppure se ci saranno, risulteranno essere così distruttive perché attenderemo il momento massimo dell’implosione, proprio come avvenne con la Rivoluzione Francese nel XVIII secolo… o peggio ancora potranno risultare essere delle vere e proprie rivoluzioni guidate! In una massa così frammentata, se ci riflettiamo bene, è molto più facile fare delle rivoluzioni guidate, perché cavalcando l’onda del malcontento, i poteri forti saranno in grado di incanalare quel malcontento temporaneo verso nuove soluzioni di continuità del “Sistema” stesso.
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Una rivoluzione? Dove? Quando? E perché?
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Riflettiamo adesso sul sistema politico italiano (e non solo). Nel nostro paese sono anni che non votiamo, e se forse andiamo avanti con questa classe dirigente e politica, probabilmente non voteremo più; insomma, la nostra democrazia ha già risolto un problema alla radice, auto-referenziandosi; lo stesso vale anche se andremo a votare, dato che i candidati sono sempre i soliti! Ma se volgiamo lo sguardo di là dall’Oceano Atlantico, lasciando scorrere tutti quei mesi di disgustosa campagna elettorale tra una “democratica” come la Clinton, ed un presunto “repubblicano” e iper-conservatore come il magnate Donald Trump, attualmente presidente USA, ci rendiamo conto di come un popolo che conta quasi 300 milioni di abitanti e che comunque è leader nel mondo, si sia ritrovato a scegliere tra due tra i peggiori candidati della propria storia. Questo è il livello di coscienza dell’americano medio, della società più schietta e genuina, della massa così corposa numericamente, in grado di attrarre a sé il candidato che ne è la sua massima manifestazione, così come in Italia, dove abbiamo un vero e proprio partito di non votanti, la metà dei nostri connazionali, che non vogliono occuparsi di politica, e che uniti a coloro che se ne occupano, seppur la contrastano frammentandosi nei suoi giochi, ha portato il “Sistema” politico ad auto-eleggersi da solo, omettendo, speriamo temporaneamente, lo stesso popolo dal decidere del proprio futuro, attraendo a sé questa triste condizione di sudditi. Del resto fu lo stesso Trump, che disse in campagna elettorale in risposta ad un ex-candidato del suo stesso partito che lo accusava di essere impotente, non solo di essere super-dotato, ma di avere persino un’intensa vita sessuale con quella grande gnocca di sua moglie Melania, e data la reazione dei suoi elettori, parlare delle capacità del proprio pene fa sempre breccia sul popolo, dato che va a stuzzicare le proprie fantasie erotiche!
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George Carlin (1937-2008), celebre e irriverente attore e commediografo statunitense, in uno dei suoi spettacoli disse: “Gli uomini sono terrorizzati dal fatto che i loro cazzi siano inadeguati quindi devono entrare in competizione per sentirsi meglio con sé stessi e visto che la guerra è la competizione definitiva, fondamentalmente gli uomini si uccidono l'un l'altro per incrementare la propria autostima. Non c'è bisogno di essere uno storico o un politologo per cogliere il funzionamento della politica estera del cazzo più lungo. Suona più o meno così: "Cosa?! Ce l'hanno più lungo?! Bombardiamoli!" E ovviamente bombe, razzi e pallottole sono tutti a forma di pene. È un bisogno inconscio di lanciare il pene negli affari altrui. Si chiama: "fottere la gente"!
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Del resto, uno degli slogan delle primarie è stato “io voto perché le primarie sono aperte”, appunto, come le loro gambe... o i vostri culi! A questo punto che altro aggiungere? Buona Democrazia, anzi, Buon Blow Job a tutti!
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Libri consigliati:
Schiavi della Matrix, Federico Bellini, Risveglio Edizioni

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